STATUTO DELL”ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO
“VIVIAMO IN POSITIVO -VIP BOLOGNA”

TITOLO PRIMO: Costiituzione e scopi

Art. 1 Denominazione – sede – durata

È costituita una associazione di Volontariato denominata: “VIVIAMO IN POSITIVO VIPBOLOGNA” con sede a Bologna, largo Nigrisoli n°2.
I fini sociali e l’organizzazione dell’Associazione sono stabiliti dal presente Statuto che viene adottato ed entra in vigore immediatamente. “Viviamo In Positivo VIP – BOLOGNA” è un’Associazione democratica, apartitica, e aconfessionale, a carattere volontario, non ha scopi di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nel campo dell’assistenza sociale e della tutela dei diritti nel mondo.
La durata dell’Associazione è a tempo indeterminato.

Art. 2 Finalità

L’associazione non ha scopo di lucro e nell’intento di agire a favore di tutta la collettività ha finalità esclusivamente sociali e umanitarie. È costituita da cittadini liberamente associati che offrono il loro servizio umanitario e sociale a titolo gratuito.
In particolare sono finalità dell’associazione:
• Offrire sostegno, ascolto, solidarietà attraverso il servizio dei Volontari-clown che portano la
gioia in ospedali, case di riposo, comunità e ovunque regni uno stato di disagio e di sofferenza;
• Presenza dei volontari-clown nei centri di accoglienza, nei paesi in guerra, nei luoghi dove sono
avvenute catastrofi naturali, al fine di riportare la gioia, il sorriso e la speranza nei cuori di tutti;
• Presenza dei volontari-clown in Paesi in Via di Sviluppo in missioni e/o orfanotrofi al fine di
garantire momenti di svago e sollievo a chi vive situazioni di estrema difficoltà fisica o morale;
• Impegnarsi per rendere coscienti i cittadini sui doveri di solidarietà, tramite la diffusione di
notizie sulle realtà più povere e svantaggiate del mondo.

Art. 3. Attività istituzionali

L’Associazione realizza i propri fini mediante le seguenti attività:
– Istituzione e organizzazione di Volontari-Clown che previa formazione, svolgano servizi presso i reparti degli ospedali, case di cura, ambulatori medici, case di riposo per anziani, comunità di disabili, comunità di bambini; pellegrinaggi; ecc.
– Attuazione di collaborazioni con organismi nazionali e internazionali, sia pubblici che privati;
– Sensibilizzazione e formazione sul territorio sui temi della solidarietà, dell’educazione allo sviluppo; dell’educazione alla gioia, al pensiero positivo e quant’altro sia necessario a promuovere una cultura volta alla solidarietà e al servizio “gioioso” in qualunque area di disagio;
– Sviluppare, anche tramite collaborazioni con altri enti o associazioni in Italia e all’estero,iniziative intese a promuovere e sviluppare principi di solidarietà e di partecipazione democratica alla vita sociale, alla promozione socio-culturale di ogni espressione artistica,
nonché a valori progressisti e liberali, riconosciuti quale tessuto ideale fondamentale
dell’associazionismo;
– Offrire costantemente occasioni di formazione e aggiornamento ai volontari.
L’associazione potrà eventualmente promuovere attività in ogni ambito finalizzate al
raggiungimento degli obiettivi istituzionali,
Potrà, inoltre, svolgere ogni altra attività connessa o affine a quelle sopraelencate e compiere,
sempre nel rispetto della normativa di riferimento, ogni atto od operazione contrattuale necessaria o
utile alla realizzazione diretta o indiretta degli scopi istituzionali.
Le attività istituzionali sono svolte dall’Associazione prevalentemente tramite le prestazioni
personali, gratuite e volontarie fornite dai propri aderenti.
L’attività degli aderenti non può essere retribuita in alcun modo nemmeno da eventuali diretti
beneficiari. Agli aderenti possono solo essere rimborsate dall’Associazione le spese effettivamente
sostenute per l’attività prestata, previa documentazione ed entro limiti preventivamente stabiliti
dall’Associazione stessa. Ogni forma di rapporto economico con l’Associazione, anche derivante da
lavoro dipendente o autonomo, è incompatibile con la qualità di associato.

Art. 4. Adesione ad enti

Per il migliore raggiungimento dei propri scopi sociali l’associazione potrà aderire ad altri enti,
aventi finalità assistenziali. Pertanto, potrà adottarne la tessera nazionale, osservarne lo statuto ed i regolamenti, così come ogni altra disposizione prevista dagli organismi nazionali e periferici
dell’ente medesimo.

TITOLO SECONDO: Glli associati

Art. 5. Soci

Il numero dei soci è illimitato. Possono essere soci dell’Associazione tutte le persone fisiche
maggiorenni che si impegnino a contribuire alla realizzazione degli scopi dell’Associazione e che ne
condividano le finalità.
L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo
temporaneo, fermo restando in ogni caso il diritto di recesso.

Art. 6. Modalità di ammissione

Per essere ammessi a soci è necessario presentare domanda scritta al Consiglio Direttivo ovvero ad
altro soggetto da esso delegato, con l’osservanza delle seguenti modalità:
– indicare nome e cognome, luogo e data di nascita, professione e residenza;
– dichiarare di accettare e di attenersi a quanto stabilito nel presente Statuto ed alle deliberazioni
degli organi sociali.
L’ammissione a socio viene deliberata dal Consiglio Direttivo o dal soggetto da esso delegato.
Sull’eventuale reiezione della domanda, sempre motivata, l’aspirante associato non ammesso ha
facoltà di fare ricorso contro il provvedimento alla prima assemblea degli associati che sarà
convocata.
Il Consiglio Direttivo cura l’annotazione dei nuovi aderenti nel libro degli associati dopo che gli
stessi avranno versato la quota associativa annuale e provvede a rilasciare la tessera sociale.
La tessera rilasciata al socio contestualmente al versamento della quota sociale ha valore per tutto
l’anno associativo, essa è rinnovabile con il solo versamento della quota sociale entro i termini
stabiliti dal Consiglio Direttivo, senza presentazione di ulteriore domanda di ammissione.

Art. 7. Diritti e doveri degli associati

Gli associati sono obbligati:
a) a osservare il presente statuto, i regolamenti interni e le deliberazioni legittimamente
adottate dagli organi associativi, comprese eventuali integrazioni della cassa attraverso
versamenti di quote straordinarie.;
b) astenersi da qualsiasi comportamento che si ponga in contrasto con gli scopi e le regole
dell’Associazione;
c) a versare la quota associativa annuale entro il termine deliberato dal Consiglio Direttivo;
d) contribuire, nei limiti delle proprie possibilità, al raggiungimento degli scopi statutari con la
propria opera prestata a favore dell’Associazione in modo personale, spontaneo e gratuito,
secondo gli indirizzi degli organi direttivi.
Gli associati hanno diritto:
a) a partecipare a tutte le attività promosse dall’Associazione;
b) a partecipare all’Assemblea con diritto di voto;
c) ad accedere alle cariche associative;
d) a prendere visione di tutti gli atti deliberativi e di tutta la documentazione relativa alla
gestione dell’Associazione.

Art. 8. Scioglimento del rapporto associativo

La qualifica di associato si perde:
a) per recesso;
b) per mancato versamento della quota associativa annuale nei tempi previsti;
c) per esclusione;
d) per l’instaurarsi di qualsiasi forma di rapporto di lavoro o di contenuto patrimoniale tra lo stesso e
l ‘Associazione;
e) per decesso.
L’esclusione sarà deliberata dalla maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio Direttivo nei
confronti dell’associato:
a) che non ottemperi alle disposizioni del presente statuto, degli eventuali regolamenti e delle
deliberazioni adottate dagli organi dell’Associazione;
b) che svolga o tenti di svolgere attività contrarie agli interessi dell’Associazione;
c) che, in qualunque modo, arrechi o possa arrecare gravi danni, anche morali, all’Associazione.
La delibera adottata dal Consiglio, contenente le motivazioni del provvedimento, deve essere
comunicata all’interessato a mezzo lettera raccomandata.
Successivamente il provvedimento del Consiglio Direttivo deve essere ratificato dalla prima
assemblea ordinaria degli associati che sarà convocata. Nel corso di tale assemblea, alla quale deve
essere convocato l’associato interessato, si procederà in contraddittorio con l’interessato ad una
disamina degli addebiti.
Fino alla data di svolgimento dell’Assemblea l’associato interessato dal provvedimento si intende
sospeso.
L’esclusione diventa operante dalla annotazione nel libro degli associati a seguito della delibera
dell’Assemblea che abbia ratificato il provvedimento di esclusione adottato dal Consiglio Direttivo.
Il recesso da parte degli associati deve essere comunicato in forma scritta all’Associazione. Il
Consiglio Direttivo ne prende atto nella sua prima riunione utile e provvede ad iscrivere
l’annotazione sul libro degli associati con effetto a partire da tale momento. Il mancato pagamento
della quota associativa annuale nei tempi previsti dal Consiglio Direttivo comporta l’automatica
decadenza dell’associato senza necessità di alcuna formalità, salvo specifica annotazione sul libro
degli associati.
L’associato receduto, decaduto o escluso non ha diritto alla restituzione delle quote associative
versate, né ha diritto alcuno sul patrimonio né di altri cespiti di proprietà dell’associazione.
Le quote associative sono intrasmissibili e non rivalutabili.

TITOLO TERZO Patrimonio Sociale

Art. 9. Finanziamento dell’associazione

Le spese occorrenti per il funzionamento dell’associazione sono coperte dalle seguenti entrate:
a) quote degli associati, che possono essere richieste: all’atto di ammissione; per il rinnovo
annuale della tessera, quale contributo straordinario; a fronte di particolari attività svolte.
b) entrate derivanti da eventuali lasciti e donazioni;
c) contributi da privati;
d) contributi dello Stato, di enti e di istituzioni pubbliche;
e) rimborsi derivanti da convenzioni;
f) entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali;
g) qualunque altra entrata consentita dalla legge alle organizzazioni di volontariato.

Art. 10. Patrimonio sociale

Il fondo comune, costituito – a titolo esemplificativo e non esaustivo – da avanzi di gestione, fondi,
riserve e tutti i beni acquisiti a qualsiasi titolo dall’Associazione, non è mai ripartibile fra gli
associati durante la vita dell’associazione né all’atto del suo scioglimento.
L’Associazione ha l’obbligo di reinvestire l’eventuale avanzo di gestione per la realizzazione delle
attività istituzionali statutariamente previste.

TITOLO QUARTO: Esercizio sociale e bilancio

Art. 11. Esercizio sociale – Bilancio

L’esercizio sociale dell’associazione coincide con l’anno solare, dal 1° gennaio al 31 dicembre.
Entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio annuale il Consiglio Direttivo deve presentare
all’assemblea dei soci per la sua approvazione il bilancio annuale, sotto forma di rendiconto
economico e finanziario. Il rendiconto, deve essere depositato presso la sede dell’associazione
almeno dieci giorni prima della data fissata per l’assemblea.

Art. 12. Divieto di distribuzione degli utili

È fatto divieto di distribuire tra i soci anche in modo indiretto utili, residui attivi e avanzi di gestione
nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, fatta eccezione per quanto fosse
diversamente stabilito dalla legge.

TITOLO QUINTO: Amministrazione dell’associazione

Art. 13. Organi sociali

Gli organi sociali dell’associazione sono costituiti da:
l’Assemblea dei soci; il Consiglio Direttivo; il Presidente.
L’elezione degli Organi dell’Associazione non è in alcun modo vincolata o limitata nel rispetto della
massima libertà di partecipazione dell’elettorato passivo ed attivo

Art. 14. L’Assemblea

L’Assemblea è l’organo sovrano dell’associazione ed all’attuazione delle decisioni da essa assunte
provvede il Consiglio Direttivo.
L’Assemblea viene convocata dal Presidente, previa delibera del Consiglio Direttivo, ogni qual volta
venga ritenuto opportuno e comunque almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio.
Essa, inoltre, deve essere convocata su richiesta scritta di almeno un decimo dei soci; in questo caso
la convocazione deve essere effettuata entro venti giorni dalla data della richiesta. Nella richiesta di
convocazione, i richiedenti dovranno esprimere per iscritto le materie da trattare e le eventuali
proposte che essi intendono presentare.
L’Assemblea determina la programmazione delle linee guida e di indirizzo di tutta l’attività
dell’Associazione ed inoltre:
– approva il bilancio relativamente ad ogni esercizio;
– approva gli eventuali regolamenti;
– elegge, previa determinazione del numero per il mandato successivo, i componenti del Consiglio
Direttivo e adotta eventuale azione di revoca di tale organo o dei suoi singoli componenti;
– delibera l’esclusione degli associati dell’Associazione;
– si esprime sulle reiezioni di domande di ammissione di nuovi associati;
– discute e delibera eventuali temi concernenti ogni altro argomento non riconducibile alla
competenza degli altri organi dell’associazione.
L’Assemblea delibera, inoltre, sulle modifiche dello Statuto e sullo scioglimento dell’associazione.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione o, in sua assenza, dal Vice-Presidente e
in assenza di entrambi da altro associato eletto dai presenti.
Le convocazioni devono essere effettuate mediante comunicazione scritta diretta a ciascun
associato, da spedirsi, anche per e-mail con comunicazione di effettiva avvenuta ricezione da parte
dell’associato, almeno otto giorni prima della data fissata per la riunione, contenente l’ordine del
giorno, il luogo (nella sede o altrove), la data e l’orario della prima e della eventuale seconda
convocazione che dovrà avvenire a distanza di almeno un giorno dalla prima convocazione.
In difetto di convocazione saranno ugualmente valide le adunanze cui partecipano di persona o per
delega tutti gli associati.
Il Presidente dell’assemblea, in caso di votazione a scrutinio segreto, nomina tre soci scelti tra quelli
presenti, in funzione di scrutatori.
L’Assemblea è idonea a deliberare quando sia stata regolarmente convocata e, in prima
convocazione, siano presenti o rappresentati almeno la metà dei soci più uno aventi diritto al voto.
In seconda convocazione, da tenersi in giornata diversa da quella prevista per la prima
convocazione, l’Assemblea è idonea a deliberare qualunque sia il numero dei soci intervenuti ed
aventi diritto al voto.
Le deliberazioni dell’Assemblea sono valide quando siano approvate con il voto favorevole della
maggioranza dei presenti, salvo quanto previsto per le modifiche statutarie e lo scioglimento
dell’associazione.
La deliberazione riguardante lo scioglimento dell’Associazione e relativa devoluzione del
patrimonio residuo deve essere assunta con il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati.
La deliberazione in merito a modifiche statutarie deve essere adottata, in prima convocazione, con il
voto favorevole di almeno la metà più uno degli associati.
Nella seconda eventuale convocazione, che non può aver luogo nello stesso giorno fissato per la
prima, le modifiche statutarie sono adottate con la partecipazione di almeno la metà più uno degli
associati, intervenuti o rappresentati per delega e approvate con il voto favorevole dei tre quarti dei
presenti.
Qualora nella seconda convocazione non venisse raggiunto il quorum costitutivo, è possibile indire
una terza convocazione, a distanza di almeno un mese dalla seconda convocazione, nella quale la
deliberazione in merito a modifiche statutarie deve essere adottata con la partecipazione di almeno il
30% più uno degli associati, intervenuti o rappresentati per delega e approvata con il voto
favorevole dei tre quarti dei presenti.
Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità i
componenti del Consiglio direttivo non hanno voto.
Ogni socio maggiorenne ha diritto ad un voto. Ogni socio può farsi rappresentare per delega scritta
da un altro socio. Ogni socio non può avere più di una delega. Ogni socio può essere eletto a
ricoprire qualsiasi carica prevista dal presente statuto. Per esercitare il proprio diritto all’elettorato
attivo e passivo il socio deve essere in regola con il versamento delle quote sociali e di ogni altro
contributo eventualmente dovuto all’associazione.
Il voto è normalmente espresso secondo il principio del voto individuale in forma palese, tranne che
abbia ad oggetto delle persone, il rinnovo delle cariche o che il voto segreto venga richiesto da
almeno un quinto dei partecipanti.
Di ogni assemblea viene redatto un verbale a cura del Segretario a ciò preposto o di chi ne fa le veci.
Il verbale, firmato dal Presidente dell’Assemblea e da chi lo ha redatto, viene conservato agli atti
dell’associazione e ogni socio può prenderne visione.

Art. 15. Il Consiglio direttivo; compiti e funzioni.

Il Consiglio direttivo ha il compito di realizzare gli scopi sociali. In particolare, e senza che la
seguente elencazione debba intendersi limitativa, ha le seguenti attribuzioni, facoltà e funzioni:
– attuare i programmi di attività sociale approvati dall’assemblea e favorire la partecipazione dei
soci alle attività dell’associazione.
– Redigere regolamenti nel rispetto dei principi fondamentali dello Statuto ed emanare qualsiasi
normativa o disposizione ritenuta opportuna per il buon funzionamento dell’associazione da
sottoporre all’assemblea.
– Prendere tutte le deliberazioni occorrenti per l’amministrazione e la conduzione dell’attività
associativa, inclusi l’assunzione, il licenziamento ed ogni altro atto dovuto nei confronti del
personale dipendente e degli eventuali collaboratori retribuiti.
– Redigere il bilancio dell’associazione.
– Stabilire l’importo della quota associativa annuale ed il termine entro cui deve essere versata;
– Decidere in merito all’accoglimento delle domande di ammissione all’associazione da parte
degli aspiranti soci oppure delegare uno o più dei propri membri o altri soci ad esaminare le domande di adesione;
– deliberare sui provvedimenti di esclusione degli associati.

Art. 16. Il Consiglio direttivo: modalità di elezione, composizione e funzionamento

Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea dei soci ogni quattro anni. Esso è composto da un
numero dispari di membri non inferiore a tre e non superiore a sette eletti tra i soci in regola con
tutti gli adempimenti statutari e rieleggibili per non oltre due mandati pieni consecutivi.
I componenti del Consiglio Direttivo restano in carica fino alla data di naturale scadenza
dell’organo: entro tale data deve essere convocata l’Assemblea degli associati per l’elezione dei
componenti il nuovo Consiglio Direttivo
Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, come pure in caso di decadenza dalla carica dovuta ad
assenze ingiustificate per almeno tre volte consecutive, uno dei componenti il Consiglio Direttivo
decada dall’incarico, il Consiglio Direttivo può provvedere alla sua sostituzione nominando il primo
tra i non eletti che rimane in carica fino allo scadere dell’intero Consiglio, previa ratifica da parte
dell’Assemblea degli associati immediatamente successiva.
Nell’impossibilità di attuare tale modalità, il Consiglio non procederà a nessuna sostituzione e
provvederà a convocare l’Assemblea degli associati cui spetterà eleggere i sostituti per il reintegro
dell’organo fino alla sua naturale scadenza.
Se viene meno la maggioranza dei componenti o comunque, se viene meno la maggioranza dei
componenti originariamente eletti ad inizio mandato, quelli rimasti in carica debbono convocare
entro 20 giorni l’assemblea perché provveda alla elezione di un nuovo Consiglio e dovranno
astenersi dal compiere atti diversi da quelli urgenti e di mera ordinaria amministrazione.
Il Consiglio elegge tra i suoi membri il Presidente, il Vicepresidente ed il Segretario, e può attribuire
ad altri soci incarichi specifici da svolgere in collaborazione con il Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo è convocato con comunicazione scritta da spedirsi, anche per e-mail con
comunicazione di effettiva avvenuta ricezione da parte dell’interessato, non meno di sette giorni
prima della riunione ogni qualvolta il Presidente, o in sua vece il Vice Presidente, lo ritenga
opportuno, o su richiesta motivata di almeno un terzo dei suoi componenti. Esso deve essere riunito
almeno ogni sei mesi.
In difetto di tale formalità di convocazione, il Consiglio è comunque validamente costituito se
risultano presenti tutti i consiglieri.
Qualsiasi convocazione del Consiglio dovrà comunque contenere l’elencazione delle materie da
trattare. Le riunioni del Consiglio sono valide purché sia presente la maggioranza dei suoi
componenti. Sono presiedute dal Presidente o in caso di sua assenza dal Vice Presidente e in
assenza di entrambi dal membro con più anzianità associativa e le deliberazioni sono prese con il
voto favorevole della maggioranza degli intervenuti.
Nel caso in cui il Consiglio Direttivo sia composto da solo tre componenti, esso è validamente
costituito e delibera quando sono presenti tutti.
In caso di urgenza, con la presenza di tutti i suoi componenti e per accettazione unanime, il
Consiglio Direttivo può decidere la trattazione di argomenti non iscritti all’ordine del giorno.
I consiglieri sono tenuti sul loro onore a mantenere riservatezza sulle discussioni e le opinioni
espresse all’interno del Consiglio. Di tutte le riunioni del Consiglio Direttivo deve essere tenuto
verbale, sottoscritto dai presenti e contenente la sintesi degli argomenti trattati e le deliberazioni
assunte. Tutte le cariche sociali sono svolte a titolo gratuito.

Art. 17 Il Presidente

Il Presidente ha la legale rappresentanza dell’associazione. Presiede e convoca l’Assemblea ed il
Consiglio Direttivo, firmandone i relativi verbali, ed ha la responsabilità di far eseguire le
deliberazioni adottate dagli organi predetti, assicurando lo svolgimento organico ed unitario
dell’attività dell’associazione.
Il Presidente sovrintende inoltre la gestione amministrativa ed economica dell’associazione, di cui
firma gli atti. In caso di sua assenza o legittimo temporaneo impedimento le sue funzioni spettano al
Vice Presidente.
In caso di accertato definitivo impedimento o di dimissioni, spetta al Vice Presidente convocare
entro 30 giorni il Consiglio Direttivo per l’elezione del nuovo Presidente.
Il Presidente cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo e, in caso d’urgenza, ne
assume i poteri chiedendo ratifica allo stesso dei provvedimenti adottati nell’adunanza
immediatamente successiva.

Art. 18 Il Segretario

Il Segretario coadiuva il Presidente ed ha i seguenti compiti:
– provvede alla tenuta dei registri e della corrispondenza;
– cura la redazione e la conservazione dei verbali delle riunioni dell’Assemblea degli associati
e del Consiglio Direttivo.
In caso di assenza o impedimento la stesura del verbale verrà delegata ad altro componente del
Consiglio Direttivo, escluso il Presidente.

TITOLO SESTO: Disposizioni varie e fiinali

Art. 19. Controversie tra gli associati

Qualunque controversia dovesse insorgere tra gli associati con riferimento alla validità, efficacia,
interpretazione ed esecuzione di questo Statuto, verrà rimessa ad un Collegio di arbitri, i quali
giudicheranno secondo diritto ma senza alcuna formalità di procedura, fermo il rispetto del
contraddittorio.
Gli arbitri verranno nominati uno da ciascuna delle parti ed il terzo dai due così nominati e, in caso
di disaccordo, dal Presidente del Tribunale di Bologna.
Ove le parti in lite fossero più di due, si provvederà alla nomina di un arbitro da ciascuna delle parti
e di altri due arbitri e di altro arbitro (per consentire che il Collegio abbia comunque componenti in
numero dispari) dalle parti in lite o, in caso di disaccordo, dal Presidente del Tribunale di Bologna
che provvederà anche a stabilire l’arbitro con funzione di presidente del Collegio.

Art. 20. Scioglimento dell’associazione – Devoluzione del patrimonio residuo

In caso di scioglimento dell’associazione, deliberato da tre quarti dei soci, l’Assemblea provvederà
alla nomina di uno o più liquidatori l’eventuale patrimonio residuo verrà devoluto ad altre
Organizzazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore.

Art. 21. Rinvio

Per quanto non previsto dal presente Statuto, si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in
materia, si rinvia al Codice Civile, alla Legge 266/91 e alle altre norme di legge vigenti in materia.

 

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